Xiaomi Redmi Note 7 – davvero un best buy?

 1 Luglio 2019


In questo articolo non farò una vera e propria recensione del Redmi Note 7 ma mi concentrerò su cosa mi è piaciuto e cosa invece non mi è piaciuto di questo terminale di fascia medio-bassa che ha venduto tantissime unità in pochissimo tempo.

In rete ci sono tantissime recensioni tecniche fatte da esperti del settore che analizzano dettagliatamente le caratteristiche hardware e software di moltissimi telefoni. Io stavolta voglio concentrarmi su quello che mi è piaciuto di questo telefono, e di quello invece che non mi è piaciuto affatto, e che ha fatto sì che io lo vendessi dopo soli 5 giorni di utilizzo 🙁

Cosa mi è piaciuto

Batteria
4000mAh sono davvero tanti, e soprattutto sono tanto comodi! La batteria di questo telefono dura davvero tanto. Con un uso intenso, 7 ore di schermo e connessione sempre in 4G sono riuscito a raggiungere 1 giorno e mezzo di utilizzo. Risultato davvero soddisfacente, merito dell’ottimizzazione della MIUI e del display LCD la cui luminosità è gestita egregiamente da un sensore di luminosità forse troppo parsimonioso: appena la luce ambientale cala di poco, subito il display si adatta e abbassa il livello di luminosità, a volte esagerando.

Ergonomia
Sì, sono un fan dei mattoncini squadrati: niente angoli arrotondati, dimensioni non troppo eccessive (impossibile almeno per me l’utilizzo con una sola mano), e colori davvero belli. Io ho preso la colorazione blu, mi sono innamorato al primo sguardo. Bello, bello, bello e soprattutto piacevole da tenere in mano, anche senza cover.

Fotocamera posteriore
La Sony IMX 586 fa il suo dovere: 48MP dichiarati (che poi scattano a 12MP effettivi) per scatti decenti, dettagliati e bilanciati soprattutto (anzi, solo) in condizioni di buona luminosità. Di notte, ahimè, la fotocamera perde punti: bisogna avere una mano davvero ferma per evitare che le foto vengano mosse. Io, personalmente, non ci sono riuscito. Di giorno però direi che ci siamo (visto anche quanto l’ho pagato, 180€).

Cosa non mi è piaciuto

Fotocamera anteriore
Mi dispiace, non ci siamo affatto. Colori spenti, contrasti praticamente nulli, dettagli inesistenti.
Non sono un fan dei selfie, ma mi capita spesso (anzi, quasi sempre) di utilizzare la fotocamera frontale più di quella posteriore per fare foto di gruppo con i miei amici, la mia famiglia, i miei nipoti. Ebbene, la fotocamera frontale mi ha davvero deluso, ed è stato questo il motivo che mi ha spinto a vendere, dopo solo 5 giornidi utilizzo, questo telefono. Davvero deludente.

Sistema Operativo MIUI
Sono un patito della Oxygen OS di OnePlus, sapevo già di non gradire la MIUI e confermo le mie idee e perplessità a riguardo dopo aver provato l’ennesimo dispositivo XIAOMI. Le notifiche non si vedono, non c’è niente da fare, Xiaomi proprio non vuole saperne.
Al momento della ricezione di una notifica, l’icona compare per qualche istante nell’angolo superiore sinistro del display, per scomparire immediatamente dopo.

È vero, il launcher di sistema mostra il badge con il numero di notifiche ricevute per ogni applicazione, ma diciamocelo, la comodità di Android è proprio la barra delle notifiche in alto a sinistra che ti permette ad una sola occhiata di avere un quadro completo di quello che ci siamo persi.

Inoltre, il bloatware di MIUI (cioè le applicazioni di sistema preinstallate) è davvero pesante: tante le applicazioni che non si possono disinstallare nè disattivare (a meno di un comando ADB che io puntualmente faccio ogni volta che ho a che fare con un telefono con a bordo la MIUI).

Conclusioni

Le mie conclusioni sono facili da intuire: un telefono con un grande rapporto qualità-prezzo che può andar bene alla maggior parte degli utenti.

Bisogna accontentarsi di una fotocamera posteriore che fa buoni scatti di giorno e meno buoni di notte o al chiuso, e di un sistema operativo da una parte intuitivo ma dall’altra davvero invadente. Bocciata, su tutti i fronti, la fotocamera frontale. Mi aspettavo qualcosa in più di Redmi Note 6 PRO, che su questo punto di vista almeno, stravince a mani basse.


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